Covatrice alaprofonda
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*Titanotagmatapterya amalthea*, la titanica cornucopia dalle ali segmentate. Un leviatano artropode con un enorme e potente becco, e una enorme massa adiposa che sfrutta sia per nutrirsi sia per proteggere le sue uova.
1. Origini antiche
Gli antenati della covatrice, i tagmatapterya (ali segmentate), si sono evoluti precocemente durante la fase di sviluppo degli artropodi di Proteus. I loro arti sono diventati come pagaie, il torace una chiglia e i maxillipedi sotto la bocca trasformati in occhi per omeosi. Si osserva competizione con pesci selezionati per le loro enormi dimensioni e la spessa corazza. Non si sa se tutti i tagmatapterya abbiano raggiunto le grandi dimensioni della covatrice alaprofonda o se addirittura le abbiano superate.
2. Dieta misteriosa
La gola della covatrice alaprofonda è foderata di trappole per plancton. L'acqua filtra tra le aperture branchiali nella parte posteriore della sua chiglia toracica. Eppure il suo enorme becco è adatto a spezzare e lacerare. È possibile che la covatrice si nutra opportunisticamente di prede dure, tra cui fluidi di trivelle titaniche, gusci di mascelloni e cumuli di grasso che vagano nel mare ricco di lipidi di Proteus.
3. Covate nutrienti
Le covatrici alaprofonda raccolgono strati di olio sotto il loro guscio esterno. Questo olio è rilasciato in goccioline insieme alle uova e fa da esca per i predatori. Le uova esca diffondono nell'oceano un'incredibile quantità di nutrienti concentrati.
4. Spargimento profondo
Essendo ecdisozoi, le covatrici alaprofonda devono fare la muta. Gli esoscheletri cadono sul fondale marino completi di un rivestimento ricco di lipidi, per la gioia degli affamati abitanti degli abissi.
Valutazione: le covate costituiscono una preziosa fonte alimentare, a patto di riuscire a individuare le vere uova e a sopravvivere alla competizione.